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Martina Franca - Maggio 19, 2012, 09:38:46
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Autore Topic: Carbotti  (Letto 11299 volte)
carbo
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« il: Gennaio 05, 2007, 09:59:43 »

Sula storia della famiglia CARBOTTI  ho trovato questo:
 
Inizialmente il cognome Carbotti:
>CARABOT
>CARABOTT Cognome assolutamente rarissimo in entrambe le forme è
originario di Malta, probabilmente di La Valletta.
(http://www.melegnano.net/cognomi/cognomi0011al.htm).
Inoltre:Ha subito modifiche come: Carbotti, Carbutti, Arbotti....
 Sapete qualcosa in più? Grazie a chi mi vorrà rispondere!
« Ultima modifica: Gennaio 05, 2007, 10:25:23 da carbo » Loggato
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« Risposta #1 il: Gennaio 05, 2007, 10:01:34 »

topic spostato!
è più appropriato qui  Wink
ciauzzzzzzzzz
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« Risposta #2 il: Gennaio 05, 2007, 10:09:44 »

domenico, il ragazzo che per passione si dedica alla genealogia in questi giorni è in fase di "acquisizione dati" per le sue ricerche genealogiche...
vedrai che a giorni oltre ad ampliare il forum ci saranno maggiori risposte.

certo, una maggiore conoscenza del proprio passato...costruendosi in casa, su carta, un piccolo albero genealogico con tanto di date (fin quando si può a memoria, poi basta recarsi in comune e consultare gli archivi....ma domenico sà anche questo  happy ) non può far altro che aiutare...perchè spiattellare così il mio cognome è questo, dimmi qualcosa....non è costruttivo e credo che domenico nn ami nemmeno questo genere di domande...questo lo dico per tutti gli utenti interessati alla propria storia e che hanno già postato in precedenza...un appunto da tenere in considerazione insomma  biggrin

alle elementari mi fecero disegnare un albero genealogico....chissà se lo ritrovo prima di risalire  hmm
scusate l'ot
ciauzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
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carbo
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« Risposta #3 il: Gennaio 05, 2007, 10:21:58 »

Origine toponomastica?:cresta CARBOTTO (m
> 550) sito nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti
> Lucane..C'è anche un torrente CARBOTTO in basilicata.

Probabilmente il toponimo CARBOTTO deriva dal termine dialettale lucano
"car'vutt" che significa buco o toponomasticamente anche grotta. Dato
che quella zona è densa di anfratti, di conseguenza il nome
identificherebbe al meglio il luogo.

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« Risposta #4 il: Gennaio 05, 2007, 11:09:35 »

Cio' che più mi intriga è se c'è una qualsiasa relazione tra la famiglia Carbotti con la gens latina CARBO PAPIRIA So che alcune ISCRIZIONI sono state trovate a Taranto. Su wikipedia ho trovato:
Carbo
Carbo (Carbone in Latin) is the name of a Roman plebeian family of the gens Papiria. The following are the most important members of the family in Roman history:
1. Gaius Papirius Carbo, statesman and orator. He was associated with Gaius Gracchus in carrying out the provision of the agrarian law of Tiberius Gracchus. When tribune of the people (131 BC) he carried a law extending voting by ballot to the enactment and repeal of laws; another proposal, that the tribunes should be allowed to become candidates for the same office in the year immediately following, was defeated by the younger Scipio Africanus. Carbo was suspected of having been concerned in the sudden death of Scipio (129), if not his actual murderer. He subsequently went over to the optimates, and (when consul in 120) successfully defended Lucius Opimius, the murderer of Gaius Gracchus, when he was impeached for the murder of citizens without a trial, and even went so far as to say that Gracchus had been justly slain. But the optimates did not trust Carbo. He was impeached by Licinius Crassus on a similar charge, and, feeling that he bad nothing to hop for from the optimates and that his condemnation was certain, he committed suicide.

[See Livy, Epit. 59; Appian, Bell. Civ. 1.18: Veil. Pat. ii.4; Val. Max. iii.7.6; A. H. J. Greenidge, History of Rome (1904)].

2. His son, Gaius Papirius Carbone, surnamed Arvina, was a staunch supporter of the aristocracy, and was put to death by the Marian party in 82. He is known chiefly for the law (Plautia Papiria) carried by him and M. Palutius Silvanus when tribunes of the people in 90 (or 89), whereby the Roman franchise was offered to every Italian ally domiciled in Italy at the time when the law was enacted, provided he made application personally within sixty days to the praetor at Rome. The object of the law was to conciliate the states at war with Rome and to secure the loyalty of the federate states. Like his father, Carbo was an orator of distinction.

[See Cicero, Pro Archia, 4; Vell. Pat. ii.26; Appian, Bell. Civ. i.88].

3. Gnaeus Papirius Carbo (Carbone), (c. 130-82 BC), nephew of (1). Hi was a strong supporter of the Marian party, and took part in the blockade of Rome (87). In 85 he was chosen by Cinna as his colleague in the consulship, and extensive preparations were made for carrying on war in Greece against Sulla, who had announced his intention of returning to Italy. Cinna and Carbo declared themselves consuls for the following year, and large bodies of troops were transported across the Adriatic; but when Cinna was murdered by his own soldiers, who refused to engage in civil war, Carbo was obliged to bring them back. In 82 Carbo, then consul for the third time with the younger Marius, fought an indecisive engagement with Sulla near Clusium, but was defeated with great loss in an attack on the camp of Sulla's general, Q. Caecilius Metellus Pius near Faventia. Although he still had a large army and the Samnites remained faithful to him, Carbo was so disheartened by his failure to relieve Praeneste, where the younger Marius had taken refuge, that he decided to leave Italy. He first fled to Africa, thence to the island of Cossyra (Pentellaria), where he was arrested, taken in chains before Pompey at Lilybaeum and put to death.

[See Appian, Bell. Civ. i.67-98; Livy, Epit. 79, 84, 88, 89; Plutarch, Pompey, 5,6,10, and Sulla, 28; Cicero, ad Fani. ix.21; Eutropius, v.8,9; Orosius, v.20; Valerius Maximus, v.3.5,ix.13.2].


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« Risposta #5 il: Gennaio 06, 2007, 11:24:56 »

ammazza che luogo di cultura che sta diventando questo forum! :)
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« Risposta #6 il: Gennaio 09, 2007, 10:08:46 »

Su Carbotti ho trovato un certo convero CARBOTO datata 1186 forse potrebbe essere il documento scritto + antico dove appare il nome Carbot...
 Carta concessionis
1186 settembre 9, Lodi.
Alberico, vescovo di Lodi, alla presenza e con il consenso di Arderico, preposito della chiesa maggiore di Lodi, del magister Viviano, del prete Graciadeus, di Egidio Comes, Tetaldo de Sexto e Guilienzone de Somaripa, canonici della medesima, assolve la chiesa di S. Salvatore situata tra San Colombano e Graffignana - rappresentata dal converso Carbotus - da ogni prestazione dovuta all'episcopato e alla chiesa maggiore, salvo una libbra di cera da consegnare al vescovo a s. Bassiano, e sottopone la chiesa alla giurisdizione vescovile.


Edizione: VIGNATI, Codice diplomatico, II, n. 121.

Buono stato di conservazione. La pergamena era originariamente piegata in quattro nel senso della scrittura e in due nell'altro. Si vede la rigatura.

(SN) Anno ab incarnatione domini nostri Iesu Christi mill esimo centesimo octuagesimo sexto, nono die setembris, indictione quinta. Q uoniam ea que ad intuitum pietatis respici |untur (a) prono et libenti animo concedere debemus, ideoque nos, do mnus Albericus, Dei gr atia sancte Laudensis Ecclesie episcopus, in presentia et consensu magistri Arderici, prepositi maioris | canonice de Laude, et magistri Viviani et presbiteri Graciadei et Egidii Comitis et Tetaldi de Sexto et Guiliencionis de Somaripa, canonicorum suprascripte canonice, ecclesie (b) | Sancti Salvatoris que est edificata inter locum Sancti Columbani et Grafignanam, in episcopatu Laudensi, liberam ab omnibus fodris et albergariis et pastizacionibus et dationibus tam per nos et nostros | successores quam per canonicos maioris ecclesie de Laude et nostros missos constituimus, eo excepto quod si propria voluntate aut caritative facere vellent ministri ipsius ecclesie. Hanc vero | concessionem fecit iam dictus do mnus episcopus Carboto, converso ipsius ecclesie Sancti Salvatoris, vice et nomine ipsius ecclesie, et propterea debeant prestare ministri ipsius ecclesie Sancti Salvatoris episcopo Laudensi | qui pro tempore fuerit singulis annis, in omni festo sancti Bassiani, libram unam cere. Sacerdotem vero seu clericum, catholice electum ab illis personis que eum debent eligere, episcopus Laudensis | qui pro tempore fuerit in predicta ecclesia Sancti Salvatoris confirmare debebit si ipse sacerdos seu clericus idoneus fuerit; correctio vero et ordinacio et castigacio et institucio et destitucio | earum personarum que ibi pro tempore fuerint (c) predicto episcopo pertinere debebunt, sicut in aliis suis ecclesiis obidiencia et consecratio personarum que pro tempore fuerint in ipsa ecclesia predicto episcopo | pertinere debebit. Quia sic placuit suprascripto episcopo. Unde due tradite sunt car te. Actum in palatio suprascripti domini episcopi. Sign um + manus suprascripti domini episcopi, qui hanc car tam fieri rogavit.
+ Ego Albericus Laudensis episcopus s ubscripsi.
Interfuerunt Guilielmus Russo, Otto Piroldi, Iohannes Cerutho, rogati testes.
(SN) Ego Bernardus iudex et notarius sacri pal acii rogatus hanc car tam tradidi et scripsi.

Se sapete qualcosa ho avete documenti su la famiglia Carbotti vi sarei veramente molto grato se le vorreste condividerle con me.
Io sono impossibilitato a recarmi  a Martina per effettuare delle ricerche...purtroppo. Grazie!



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« Risposta #7 il: Gennaio 09, 2007, 10:18:03 »

Ciao Carbo,
sono in questi gironi sommerso da materiale che ho trovato, appenna posso mi studio per bene questo topic e inserisco qualche altra informazione.
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« Risposta #8 il: Gennaio 10, 2007, 06:48:16 »

Alcune anticipazioni: è curiosa l'origine di questo cognome a Martina.

Tra i battezzati del 1577 compare la famiglia Carverotto, cognome che si trasforma a metà del seicento in Carvotto e da qui in Carbotti. Questo secondo i registri parrocchiali martinesi.

Il testo "Dizionario dei cognomi pugliesi" fa invece risalire il cognome a Carbone, cognome dal quale poi deriverebbe anche l'altro cognome martinese Lacarbonara.
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« Risposta #9 il: Gennaio 10, 2007, 07:33:36 »

Alcune anticipazioni: è curiosa l'origine di questo cognome a Martina.

Tra i battezzati del 1577 compare la famiglia Carverotto, cognome che si trasforma a metà del seicento in Carvotto e da qui in Carbotti. Questo secondo i registri parrocchiali martinesi.

Il testo "Dizionario dei cognomi pugliesi" fa invece risalire il cognome a Carbone, cognome dal quale poi deriverebbe anche l'altro cognome martinese Lacarbonara.

Interssante dome! però ricordo che in un libro sulla storia di Martina nella sezione dedicata al seicento compare un certo gesuita di nome Michele Carbotti famoso per la sua fermezza di carattere e onestà che si oppose con fierzza al duca di Martina dell' epoca di cui non ricordo il nome e il motivo della sua opposizione...La mia domanda è:come è stato possibile modificare un cognome nel giro di neache 50 anni ? E poi  nel seicento esisteva già il cognome Carbotti come scritto nel   libro che sta nella biblioteca di Martina che ho letto nel lontano 1993 e che raccontava di Michele Carbotti.E' un mistero!
Purtroppo non ho la possibilità di venire a Martina, ne sono molto lontano e non so dirvi il titolo esatto del libro citato.
Un caro saluto.
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