Pietro
Pastòre

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« il: Gennaio 22, 2008, 10:54:53 » |
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Avevo appena 4 anni e ricordo ancora che abitavo " sutta iezze", conoscete il quartiere sito su un lato di via Bellini no? Bene, ricordo ancora bande di ragazzi, numerosissimi, che si sfidavano nei giochi più svariati. Querlli che io ricordo sono le biglie (a buche, la buca, si scavava una piccola buca si lanciavano le biglie, chi centrava la buca poi doveva " scheggiare" le biglie degli altri, appropriandosene), una variante era " u palme", il palmo, in cui le figurine erano sostituite da monetine, si vinceva se si laciava la propria a distanza di almeno il proprio palmo (vinceva chi aveva buona mira e una mano grande); con le figurine dei calciatori si giocava a " u shcaffe" lo schiaffo, (bisognava far girare un numero svariato di figurine con uno schiaffo), che male....  al " tic", più semplice.  Dei giochi che ricordo ancora.... " i carrettone" carrettini costriuiti con i cuscinetti a rullini e alcuni pezzi di legno, di Domenica invece si potevano sorprendere gli adulti a giocare " a stacce".... ma di questo, se qualcuno ha notizie più precise, se ne potrebbe parlare. Sto parlando degli anni 70, in sostanza chiedo a chi ne fosse interessato, se è il caso di parlare dei giochi di ragazzi a Martina Franca (e dintorni), non fanno anch'essi parte delle nostre tradizioni e della storia di Martina? Oh, che nostalgia.....  Fatevi avanti, Ciao a tutti Pietro
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« Ultima modifica: Gennaio 22, 2008, 11:59:01 da Puitz »
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Se le cose non vanno come devono, allora devono andare come vanno. (Richard Kraijcek)
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sedna
Uagnòn
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« Risposta #1 il: Gennaio 23, 2008, 08:16:30 » |
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 Ciao Pietro, non ho mai avuto molta dimestichezza con i rioni di Martina , ma mia nonna aveva la casa proprio alle spalle del cinema Bellini (o di quel che ne rimane) e ho passato tutta la mia infanzia con le mie sorelle e i mie cugini li per strada ,era il nostro punto di incontro con tutti i ragazzi della zona. Che strano effetto mi sembra cosi lontano. Poche auto , le nostre nonne li sedute davanti l’uscio di casa a parlottare e noi fare “iart”. Uno dei giochi che mi ricordo più volentieri (fatti da noi femminucce) é la famosa “campana” . Rubavamo i gessetti a scuola e tracciavamo per terra sull’asfalto la campana a 8 caselle o a dieci caselle ,una sorta di scacchiera che dovevamo saltare con un piede solo o con altre variazioni sul tema che adesso mi sfuggono . E i ragazzi me li ricordo con le figurine dei calciatori che giocavano allo “schiaffo”; si era un pò divisi nei giochi , comé normale nel periodo della pubertà. Ma la cosa che mi ricordo con gioia era la spensieratezza che avevamo tutti insieme quando giocavamo a nascondino , quando facevamo le bande di quartiere o quando facevamo merenda con pane bagnato e zucchero. Poi siamo cresciuti tutti e ci siamo persi di vista ,di alcuni so che sono sposati e hanno figli, ma la cosa che mi rattrista è che non solo se li vedo non li riconosco più, ma di molti non conosco nemmeno il cognome perché come saprai a Martina è usanza riferirsi alle persone con un soprannome .  Sarebbe bello fare un elenco dei soprannomi più strani e coloriti ,o forse qualcuno lo ha già proposto?? Ciao a tutti  sedna
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Puitz
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« Risposta #2 il: Gennaio 23, 2008, 09:09:58 » |
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sedna sul sito c'è una anche un filmato sui giochi di una volta http://www.vivimartina.it/canti-balli-e-giochi-martinesi/per la campana, nascondino e le biglie vi faccio compagnia anch'io...d'estate in campagna con cugini e amici siamo cresciuti così.... " a stacce" (in italiano: pietra) ahahahhahahahah è stata sempre una tradizione in campagna...e quasi ogni anno a pasquetta ci giochiamo ancora, tempo permettendo! da un lato, al centro della strada si posiziona un sasso rettangolare, come piedistallo, e sopra ci si mettono dele monete, ad esempio 0,10cent per ogni giocatore. poi, a distanza di 10 metri, dall altro lato, ci sono i giocatori con " le stacce" piatte della grandezza di un palmo di mano (noi usiamo i resti degli scaldabagni  ). Il gioco consiste nel vincere più monete possibili, lanciando la staccia e colpendo il sasso con le monete...nella speranza poi che la staccia nn si sia allontanata troppo dal bottino...perchè fatto cadere il sasso, diventa una questione di distanze...più la nostra staccia è vicina alle monete più se ne vincono (ci sono casi in cui chi fa cadere il sasso, nn prende niente perchè la staccia nel frattempo ha fatto altri 2Km  e il bottino va agli altri) ogni volta ce ne facciamo di risate  ciaoooooooo
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Pietro
Pastòre

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« Risposta #3 il: Gennaio 24, 2008, 10:30:27 » |
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Allora, rispondo subito a Puitz, grazie per aver rievocato abbastanza compiutamente le regole del gioco, io mi ricordo oltre che a risate anche molte liti e discussioni su chi si era più o meno avvicinato alle monete, come dici tu "il bottino" talora era molto consistente.  Per Sedna, volevo proprio parlare della campana, ci avevo pansato, quello che ricordo è che le femminucce la utilizzavano come escamotage per provocarci, cominciavano a saltellare con le loro gonnelline e per nessuna ragione ci facevano entrare nel gioco, sembrava quasi sacro quel disegno per terra, sulla strada.  Per i soprannomi, tiro fuori in questo momento dalla mia libreria " Soprannomi martinesi" con aneddoti e curiosità, di Raffaele Caforio (ed. Nuova editrice Apulia), questo è quello che mi ha regalato mia sorella, che ne approfitta per farmi una sorpresa ogni volta che vado a Martina. Troverete insieme ai soprannomi anche la descrizione di molti mestieri, il libro si riallaccia ad un altro che ho trovato a casa dei miei, sui mestieri martinesi.  Sempre ieri mi è tornato in mente (strano però eh, l'avevo quasi rimosso, così si dice...) il gioco de "i cenghe petre", le cinque pietre, qualcuno si ricorda come si giocava?  Bisognava trovare 5 sassolini abbastanza uguali, di forma regolare, lanciarli in aria uno alla volta e riprenderli....  Spremetevi le meningi o chiedete a qualcuno più vecchio.... come me.  Ciao
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« Ultima modifica: Gennaio 25, 2008, 10:21:04 da Pietro »
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sedna
Uagnòn
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« Risposta #4 il: Gennaio 24, 2008, 10:44:09 » |
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Grazie Puitz , ho visto il filmato e mi sono ricordata di altro grande gioco che mi aveva insegnato mio padre :"le cinque pietre" . Adesso non so se ha un corrispettivo nome in martinese !! Mi divertivo un sacco ed ero anche bravina ; pensate andavo anche alla ricerca di sassi levigati e un po'sferoidi in modo che fosse piu' facile e veloce la presa. Si ero un po' maschiaccio!!!  A casa si facevano le gare tutti insieme grandi e piccoli . Ancora adesso quando riusciamo a vederci tutti durante le feste (soprattutto a Pasquetta ) ne combiniamo di tutti i colori.  Ciao a tutti sedna 
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sedna
Uagnòn
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« Risposta #5 il: Gennaio 24, 2008, 10:58:55 » |
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 Ciao Pietro ho visto che ci siamo sovrapposti e abbiamo pensato alla stessa cosa . Se non ricordo male il gioco delle cinque pietre consiste nel lanciare le pietre in aria ,stando seduti per terra ,se ne raccoglie una e lanciandola in aria si cerca di recuperare una per volta le altre pietre per terra ,prendendo al volo l'altra; questo al primo giro ,poi se ne recuperano 2 per volta e cosi via fino a 4 per volta . Penso che sia piu' difficile spiegarlo che giocarci. Ciao Sedna 
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Pietro
Pastòre

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« Risposta #6 il: Gennaio 27, 2008, 04:30:02 » |
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 Possibile che nessuno si ricordi dei giochi di un tempo, ve ne sono molti ancora da ricordare, ve lo assicuro. Ad esempio,  con mia grand sorpresae ho scoperto che mio padre era un esperto nel gioco del "verruzzele", una trottola che bisogna avvolgere con un "tumegne", una cordicella e poi scagliare, tenendo però le dita in una certa maniera.  Quando l'ha visto (io ne avevo comprato uno per mio figlio Davide), gli sono tornati in mente lontani ricordi e mi ha detto "ti faccio vedere io come si fa!" Veramente un asso......  Ciao ciao ce namma sce sciammene, cenge nama sce, nenge ne sceme scenne... 
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Marcello
Uagnòn
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« Risposta #7 il: Gennaio 27, 2008, 09:24:25 » |
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Nelle mia estati a Martina, ricordo il gioco "d'u ciucc'" (dell'asino): le regole le ricordo piuttosto labilmente, rammento solo che ci si divideva in due squadre, ci si appoggiava con i gomiti ad una parete e i vari partecipanti (alternando le squadre) saltavano letteralmente sulla schiena del malcapitato. Se il poveretto crollava, la sua squadra tornava "sotto" e un compagno tornava ad appoggiarsi e a ricominciare il gioco. In pratica, il compito della squadra che aveva un componente "sotto" era quello di essere delicata nel "montare", la squadra avversaria (se non voleva andare lei "sotto") invece doveva salire brutalmente. A proposito dei giochi, chi non ricorda "u' parapall' "? Per quanto concerne altri giochi, potrei fare un corso su come si fabbriano le fionde, di quelle VERE in circa 20 gg. Noi non le compravamo, le facevamo da noi.
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Pietro
Pastòre

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« Risposta #8 il: Gennaio 28, 2008, 10:05:16 » |
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Ben detto Marcello, una camera d'aria da Nine Zurrone u gummeste, un po' di pelle da Piezze ammuddete, ed un ramo ad hoc da tagliare. Anch'io ne ho costruite, mio fratello era un esperto. Bravo a ricordare u ciucc, il parapall l'ho sempre sentito, mi ricordi come si giocava?  Ciao Pietro 
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Se le cose non vanno come devono, allora devono andare come vanno. (Richard Kraijcek)
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Pietro
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« Risposta #9 il: Gennaio 28, 2008, 11:51:13 » |
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 Sarò più preciso, la camera d'aria si andava a prendere da " Paulocce u bececletteste", in via Mercadante, in quanto l'altro a " Paisidde" era un po' " sosteche". Vi ricordate quel negozio di Biciclette a Paisiello? Forse sono troppo vecchio... 
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Se le cose non vanno come devono, allora devono andare come vanno. (Richard Kraijcek)
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